Shy Marilyn

Da Io Donna di ieri, intervista a Michelle Williams, a proposito della timidezza:

Sono migliorata negli ultimi anni! Mi sono detta: “sono fatta così” e ho deciso che invece di combattere la mia natura è molto meglio accettarla. Sono timida. E allora? Che cosa posso farci? Certo, è stato un problema, in passato: è capitato che non avessi il coraggio di fare certe domande o di proporre un’idea, ma adesso, a 31 anni, sto facendo progressi. E ho deciso che non devo cambiare più di tanto, a patto che la timidezza non interferisca seriamente con la mia vita, con la mia felicità e con mia figlia.

Mi sono rispecchiata quasi totalmente nelle sue parole…

Asian E.T.

Senza sapere nulla del nuovo film di Stephen Chow CJ7(mi sento colpevole ma ultimamente ho un po’ abbandonato il cinema asiatico per buttarmi più che altro sui telefilm USA…) mi accingo alla visione (subbata ovviamente, santi subber!!!) aspettandomi più che altro scene deliranti e sane risate e mi ritrovo invece un film che fa sì anche ridere ma che è soprattutto una bella favola alla E.T., commovente (quel tipo di melodramma che agli americani non perdono mentre non solo concedo ma quasi sempre amo nei film asiatici) e con un protagonista alieno super-cute!!! *___*
Bravissimi i piccoli protagonisti, sono rimasta molto colpita nello scoprire che sono quasi tutte bambine (nel ruolo di bambini!).

Mi torna la voglia di buttarmi sugli asian drama e film… ma dove lo trovo il tempo per vederli??? Urge dono dell’ubiquità!!!

Lady Lazarus

Finalmente, dopo anni di inseguimento, sono riuscita a vedere "Sylvia". La figura di Sylvia Plath, bella e talentuosa ma tormentata, e il suo amore per Ted Hughes mi hanno sempre incuriosita e affascinata. Nonostante sia una lettrice di poesia del tutto casuale e incostante, anni fa lessi "Birthday Letters" proprio per approfondire e affrontare anche i sentimenti del tanto bistrattato Hughes.

Suddenly I read all this – / your actual words, as they floated / out through your throat and tongue and onto your page – / just as when your daughter, years ago now, / drifting in, gazing up into my face / mystified, / where I worked alone / in the silent house, asked suddenly: / "Daddy, where’s Mummy?" The freezing soil / of the garden, as I clawed it. / All around me that midnight’s / Giant clock of frost. And somewhere / inside it, wanting to feel nothing, / A pulse of fever. Somewhere / Inside that numbness of earth / Our future trying to happen. / I look up–as if to meet your voice / With all its urgent future / that
has burst in on me. Then look back / At the book of the printed words.
/ You are ten years dead. It is only a story. / Your story. My story.
(da "Visit" – Ted Hughes)

Non ne so abbastanza per cogliere eventuali inesattezze biografiche, ma sinceramente di questo mi importa fino a un certo punto. Mi sono molto emozionata, forse perché certi argomenti mi toccano sempre nel profondo; Gwyneth Paltrow e Daniel Craig sono bravissimi e credibili, e la storia, per quanto sia nota, mi ha coinvolto fino al tragico epilogo. E, cosa più importante, mi ha fatto venire voglia di rileggere Sylvia Plath.

Sometimes I feel like I’m not solid, I’m hollow. There’s nothing behind my eyes. I’m a negative of a person. It’s as if I never – I never thought anything, I never wrote anything, I never felt anything. All I want is blackness, blackness and silence. (da "Sylvia" di Christine Jeffs)

http://www.imdb.com/title/tt0325055/

Film o telefilm?

Ultimamente io e Mr.Supy ci siamo dati talmente tanto ai telefilm che quando si tratta di vedere un film nicchiamo sempre un po’. Quasi lo sentiamo come un obbligo, e ciò non è dovuto solo alla nostra (s)mania di serial ma soprattutto alla scarsa qualità dei film. Insomma è da tempo che dico che i migliori sceneggiatori americani sono emigrati tutti in tv e nel cinema si riciclano sempre le stesse due idee (e quando gli sceneggiatori televisivi scrivono per il cinema tirano fuori cose come Mission Impossible 3, speriamo che Abrams partorisca qualcosa di meglio per Star Trek!). Solo un esempio: dove lo troviamo al cinema un corrispettivo di una serie geniale come Carnivale? Forse solo in Lynch, che mi è sembrato il modello, neanche troppo implicito, di questo bellissimo telefilm. Ma tolto Lynch e qualche altro Autore, boh a me sembra che regni il vuoto assoluto. Vedo filmetti carini, ma all’aggettivo carino potete sostituire benissimo inutile o superfluo o perdibile, il senso è quello. Solo ieri ho visto un abominevole Chiedi alla povere che a Fante avrebbe fatto venire come minimo l’orticaria (la seconda parte con la storia d’amore zuccherosa è proprio da vomito se vogliamo dirla tutta!). Il tanto acclamato Me and you and everyone we know a parte qualche situazione divertente/gradevole mi ha lasciato ben poco, solito film indipendente che deve fare il figo/alternativo a tutti i costi, bah. Meglio (più sincero) un prodotto mainstream come Il diavolo veste Prada, meno sciocchino e più divertente di quel che m’aspettassi!
Insomma delle mie ultime visioni quelle che mi hanno soddisfatto pienamente sono state: Flags of our Fathers (e infatti Clint è ormai una garanzia!); The New World (e anche qui c’è dietro un regista vero come Malick) e Il cane giallo della Mongolia (della stessa regista de La storia del cammello che piange, altrettanto bello!), uno di quei film che fanno bene al cuore e che commuovono senza avere bisogno di patetici ricatti emotivi, da recuperare! (non credo l’abbiano visto in tanti…).
E stasera mi guardo Time di Kim Ki-Duk e Il castello di Cagliostro, l’unico che mi manca di Miyazaki, entrambi sono registi che amo molto, e infatti anche per il cinema negli ultimi anni i miei gusti hanno virato sempre più a est…

Al cinema devo recuperare: The Departed, Marie Antoinette e Il labirinto del fauno.