Pursuit of Happiness

Per tutta la vita ho temuto questo giorno, e pregavo Dio dicendo: “non puoi togliermela, non sono pronta”, e andavo a controllare il suo respiro con il cuore in gola, e cercavo la felicità nei suoi occhi. Ma poi le cose sono cambiate, dapprima lentamente e poi più velocemente, e dentro di me cresceva l’accettazione della sua assenza e il bisogno, l’urgenza, di liberarla dalla sofferenza. E mentre diventavo madre mi sentivo ancora più figlia in una linea matriarcale che univa i nostri cordoni ombelicali in un legame non più possessivo, perché solo mia figlia mi ha dato la forza di lasciare andare mia madre. Una forza che è solo un frammento infinitesimale di quella che lei ha sempre dimostrato, ma se il mio primo pensiero è quello di rendere felice mia figlia, allora così deve essere stato anche per lei, e l’unico modo che ho per onorarla davvero è quello di essere smodatamente felice, di cercare la felicità in modo sistematico nelle persone care e nei valori importanti, tralasciando ogni fronzolo accessorio, ogni pensiero negativo su un passato che non si può cambiare e su un presente che è cambiato così drasticamente ma che saprò accettare grazie a lei. Sempre grazie.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Cristina
    Gen 16, 2012 @ 09:08:43

    Un abbraccio silenzioso!

    Rispondi

  2. Supy
    Gen 16, 2012 @ 17:25:45

    Grazie Cristina…

    Rispondi

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