September storm

È settembre: tra i molti rincari da oggi anche i libri costano di più, forse perché gli italiani notoriamente leggono già troppo eh, meglio che si rivolgano tutti in massa verso la tv (e io torno esclusivamente ad usato, bookcrossing e biblioteca, senza contare i circa 200 to be read della mia libreria, ehm ehm… insomma niente più sbornie da amazon, sigh!) e poi tanto, fra poco, di tempo per leggere ne avrò mooolto meno; l’estate spara le sue ultime cartucce (anche se dal caldo di questo ultimo periodo pare difendersi ancora benone) e ogni volta che vado al mare arrancando come un bradipo spalmato di protezione 50 non riesco a non pensare che il prossimo anno la spiaggia per me sarà molto diversa; avverto ogni giorno sensazioni nuove continuando ad espandermi e comincio a fare il conto alla rovescia mentre tutti mi dicono che ormai manca poco e sì è vero, ma settembre sembrava così lontano quando in questi mesi progettavo di vivere un’estate intensissima.
E comunque sia andata la mia estate (altalenante, se proprio devo definirla, come sempre sono io, e come sempre sono i vari aspetti della mia vita che non si incastrano mai perfettamente a dovere) di sicuro so che è stata unica, speciale, dubito fortemente che in futuro ce ne sarà un’altra simile. Mi sono affidata alla provvidenza, mi sono gettata in questa bellissima avventura e sono sempre più felice di averlo fatto, tanto più che l’universo finora sembra avere ripagato questa fiducia dandomi tutto il supporto possibile, perciò cercherò fortemente di restare positiva e conservare questi sentimenti per quando arriverà davvero la tempesta perfetta.

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