another skin?

Ho passato 6 settimane a casa a:
– leggere (smaltendo la pila – che sembrava interminabile! – di ring);
– vedere telefilm (tutta la prima, e finora unica, stagione di In Treatment tanto per fare un esempio), e film anche piuttosto ignoranti (di quelli che nella vita "vera" non scarichi perché non hai tempo di vedere ma che nella vita sospesa ci stanno proprio a fagiolo!! e non ho neanche fatto lo sforzo di scaricarli in inglese ma doppiati proprio, della serie l’ignoranza deve essere TOTALE – titoli avvistati in casa Supy in quel periodo: "27 volte in bianco", "Un amore di testimone" e altre perle simili del quale non ho più ricordo…);
– desiderare di scrivere, ma ogni volta che avevo una fiammella d’idea ero a letto e quindi o mi metto un taccuino sul comodino o perdo questa pessima frustrante abitudine di avere idee che paiono brillanti quando sto per dormire!!!
– pensare, ma neanche più di tanto (vedi sopra…)… investita di calma zen (immagino dovuta alla purificazione del non lavoro) mi sentivo fiduciosa, una sensazione che è andata scemando giorno dopo giorno una volta tornata nel girone infernale.

E qui devo spendere qualche parola in più sulla mia situazione attuale… premesso che ammetto di avere un caratteraccio irascibile, permaloso e poco incline a lasciarmi scivolare addosso le ingiustizie (che pare il consiglio più in voga da dare a Supy in questo periodo) devo anche dire che in quasi 2 anni di lavoro in azienda mai mi era capitato di sbottare qualcosa come "se hai dei problemi fatti curare, non rompere i coglioni a me!" a qualche mio superiore, e penso quindi che un motivo oggi mi sia stato dato… Ok non l’ho detto in faccia a quella persona ma al monitor del pc che mi riportava la mail, ma se è vero che da noi ci sono microfoni spia come pare lecito supporre allora non passerà troppo tempo prima che il potente messaggio venga riferito… ma (di nuovo un ma!) non è questo che mi preoccupa, ormai ho detto più volte e a gran voce ciò che penso di lui, di loro, e temo ormai che i rapporti non possano migliorare.
Quello che realmente mi preoccupa è: cosa faccio ora??? ricerco la calma zen, seguo i saggi consigli, ignoro le provocazioni e vado avanti per la mia strada come un monaco tibetano (sempre che non mi licenzino!), o mi rendo conto che così non posso andare avanti (oggi ero sull’orlo delle lacrime di rabbia e ho annunciato che mi sarei cercata un nuovo lavoro…) e mi do una mossa per cambiare le cose?
Sono arrabbiata per qualcosa che non posso cambiare… se penso che ho osato qualche volta lamentarmi dei miei vecchi boss mi morderei la lingua, e quando ricevo un sms amichevole dal mio ex capoufficio quasi mi commuovo se penso a come tutto fosse tranquillo "prima" (e non lo era, era un casino ed era stressante ma c’erano sempre rispetto e la sensazione di fare parte di una squadra, di un progetto), a quanto la situazione fosse invidiabile, e non riesco ad accettare che sia cambiato tutto così velocemente e radicalmente. Sono passata da un lavoro che non era quello dei miei sogni ma gradevole, qualcosa per cui non mi alzavo col mal di pancia la mattina, che facevo volentieri in una ditta in cui sentivo che, con margini di crescita, sarei potuta rimanere tutta la vita, a un lavoro che lascerei all’istante se mi proponessero un contratto indeterminato da qualche altra parte…
Odio questa sensazione di insicurezza, non è lo spettro della crisi e di altra cassa integrazione a farmi male, credo di poter fare fronte ancora a tutto questo, ma è a comportamenti irrispettosi, veleno dietro belle formule e sorrisi di merda che non riesco proprio ad abituarmi.

E penso anche che se volessi cambiare che senso avrebbe cercare un altro commerciale estero? ma è anche vero che altro non so fare, e ben venga quest’esperienza se spendibile, e che quello che piacerebbe a me sta su un altro pianeta, e di ‘sti tempi mi va grassa ad avercelo uno straccio di lavoro…
e e e… sono viziata a volere tutto, sempre tutto, ma mi sento in una fase in cui ho bisogno di nuovi stimoli, di imparare cose nuove, di andare oltre e altrove, e forse quest’irrequietezza sta ferma solo per un po’ e poi ritorna, come un herpes, e non è più un tratto dell’adolescenza ma un tratto caratteriale e se serve a non fare morire il cervello mi sta bene, ma lascia anche strascichi sanguinolenti e forse per pettinare i demoni mi serve una spazzola ogni anno più grande…

E mi illudo che sia solo una fase di passaggio, dopo la quale le cose si assesteranno, oppure che questa sia un’occasione karmica per dare una nuova svolta alla mia vita (ché a stare fermi si muore…) e passare a un nuovo livello, una nuova esperienza, un’altra pelle…

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