Xmas gifts

Potrei fare un post in cui tirare le somme dell’anno passato e fare buoni propositi per il 2007, ma ciò comporterebbe una profondità emotiva e un impegno mentale che in questi giorni non sono in grado di sfoderare. Preferisco, perciò, fare una più futile e divertente lista dei miei regali di Natale, come se questo fosse il diario cartaceo di una dodicenne!
Cominciamo con le cose più importanti, i libri:

Medicus di Noah Gordon

La voce del cuore di Gibran
(antologia di brani di Gibran divisi tematicamente)
Buonanotte Signor Lenin di Tiziano Terzani
(l’ultimo che mi mancava!!)
A sud del confine, a ovest del sole di Haruki Murakami
(già letto ma di Murakami voglio avere tutto!!)
Occhio di gatto di Margaret Atwood

Hospitality Suite di Roger Rueff (testo teatrale da cui è stata tratta sceneggiatura di The Big Kahuna)

Poi la mia babba natale corsara (oltre ai primi due libri della lista) mi ha regalato:

Stencil natalizio con penne oro e argento (io sono poco artistica ma il prossimo anno proverò a cimentarmi!!)

Agendina telefonica
(in cui ho già segnato indirizzi dei corsari! ^_^)
Segnalibro micesco (azzeccatissimo!!)
Frutti delle Americhe della Perugina: arachidi, noci dell’Amazzonia, anacardi ricoperti di cioccolato fondente extra (li avevo un po’ snobbati al loro arrivo visto che non sono golosissima e mi ero gettata sugli altri regali ma… sono buonissimi!!! *_* )

Una calza natalizia con dentro un pot pourri profumato (andrebbe nell’armadio ma è bella e mi dispiace nasconderla perciò l’ho appesa fuori! XD)
Un pigiama caldissimo con un suino raffigurato sopra e la scritta "Be my little pig from breakfast to dinner"… SPETTACOLO!!!
Dvd di Pomodori verdi fritti e The Next Generation stag.1 parte2 (ce la farò a comprarli tutti? puff pant, speriamo!!)

Phoenix Wright (gioco per DS che come droga è molto peggio di Animal Crossing, in pochi giorni sono quasi arrivata alla fine, è stupendo ed è impossibile staccarsi!!)

E, last but not least, il pezzo forte: il Manekineko!! Ma non uno qualsiasi (quelli che vedo nei negozi di etnico avranno pure la manina semovente ma sono oro o argento e con il muso antipatico… BRUTTIII!!!) bensì uno fatto a mano con l’argilla dal mio Mr.Supy che ha confermato il suo talento artistico con un oggetto che spero potremo presto sfoggiare all’ingresso della nostra casa!!

Annunci

Lady Lazarus

Finalmente, dopo anni di inseguimento, sono riuscita a vedere "Sylvia". La figura di Sylvia Plath, bella e talentuosa ma tormentata, e il suo amore per Ted Hughes mi hanno sempre incuriosita e affascinata. Nonostante sia una lettrice di poesia del tutto casuale e incostante, anni fa lessi "Birthday Letters" proprio per approfondire e affrontare anche i sentimenti del tanto bistrattato Hughes.

Suddenly I read all this – / your actual words, as they floated / out through your throat and tongue and onto your page – / just as when your daughter, years ago now, / drifting in, gazing up into my face / mystified, / where I worked alone / in the silent house, asked suddenly: / "Daddy, where’s Mummy?" The freezing soil / of the garden, as I clawed it. / All around me that midnight’s / Giant clock of frost. And somewhere / inside it, wanting to feel nothing, / A pulse of fever. Somewhere / Inside that numbness of earth / Our future trying to happen. / I look up–as if to meet your voice / With all its urgent future / that
has burst in on me. Then look back / At the book of the printed words.
/ You are ten years dead. It is only a story. / Your story. My story.
(da "Visit" – Ted Hughes)

Non ne so abbastanza per cogliere eventuali inesattezze biografiche, ma sinceramente di questo mi importa fino a un certo punto. Mi sono molto emozionata, forse perché certi argomenti mi toccano sempre nel profondo; Gwyneth Paltrow e Daniel Craig sono bravissimi e credibili, e la storia, per quanto sia nota, mi ha coinvolto fino al tragico epilogo. E, cosa più importante, mi ha fatto venire voglia di rileggere Sylvia Plath.

Sometimes I feel like I’m not solid, I’m hollow. There’s nothing behind my eyes. I’m a negative of a person. It’s as if I never – I never thought anything, I never wrote anything, I never felt anything. All I want is blackness, blackness and silence. (da "Sylvia" di Christine Jeffs)

http://www.imdb.com/title/tt0325055/

I libri del 2006

Ecco le mie letture del 2006 con relativo voto da 1 a 5. I voti li ho dati frettolosamente, senza rifletterci troppo, e sicuramente avrò commesso delle ingiustizie ma in fondo è tutto altamente soggettivo… Quelli senza voto sono ancora in corso di lettura.


L’assassino cieco – Margaret Atwood (4)

L’uccello che girava le viti del mondo – Haruki Murakami (5)

Ivanhoe – Walter Scott (3 e 1/2)

Follia – Patrick MacGrath (3)

I giorni dell’abbandono – Elena Ferrante (4)

L’indizio incompleto – Georgette Heyer (2 e 1/2)

La pedina scambiata – Georgette Heyer (2 e 1/2)

Morte di un fantasma – Margery Allingham (2 e 1/2)

Un’ombra nella nebbia – Margery Allingham (2 e 1/2)

Gridare amore dal centro del mondo – Katayama Kyoichi (2 e 1/2)

Tutti i figli di Dio danzano – Haruki Murakami (3 e 1/2)

Ho voglia di te – Federico Moccia (1)

Una barca nel bosco – Paola Mastrocola (4 e 1/2)

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon (4)

Eragon – Christopher Paolini (3)

Stupore e tremori – Amélie Nothomb (5)

Se così vi piacciono – Pamela R. Berkman (1)

Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood (4)

Igiene dell’assassino – Amélie Nothomb (5)

Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie – Tim Burton (4)

A voce nuda – Michel Faber (1)

Sarrasine – Honoré de Balzac (4)

The Vagina Monologues – Eve Ensler (3)

Bestie – Joyce Carol Oates (2 e 1/2)

Eldest – Christopher Paolini (3)

Chiedi alla polvere – John Fante (4e1/2)

La banda dei brocchi – Jonathan Coe (3 e 1/2)

Tokyo Blues – Haruki Murakami (5)

L’eunuco femmina – Germaine Greer (3)

La fine è il mio inizio – Tiziano Terzani (5)

Padri e figli – Turgenev (4)

Il dono di Gabriel – Hanif Kureishi (3)

Una finestra vistalago – Andrea Vitali (3e1/2)

L’amore perduto e la teoria dei quanti – Andrew Crumey (3e1/2)

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger
(4)
L’ospite celeste – Nico Orengo (2e1/2)

Perché i giapponesi hanno gli occhi a mandorla – Keiko Ichiguchi (3e1/2)

Il fucile da caccia – Inoue Yasushi (4)

Fidanzata in coma – Douglas Coupland (3e1/2)

Amore – Inoue Yasushi (4)

Letters to Alice, on first reading Jane Austen – Fay Weldon (4)

La terra della sera – John Crowley (2)

Il tempo delle farfalle – Julia Alvarez
(3e1/2)
Non buttiamoci giù – Nick Hornby (2e1/2)

Il circolo chiuso – Jonathan Coe (4)
Metafisica dei tubi – Amélie Nothomb (5)

Non buttiamoci giù – Nick Hornby – parte seconda

Tutti la menano che i posti tipo Starbucks sono impersonali eccettera, ma come la mettiamo quando così è proprio quello che cerchi? […] A me piace sapere che esistono dei posti grandi e senza vetrine dove a nessuno gliene frega un cazzo . Devi essere sicura di te stessa per entrare nei posti più piccoli, con i clienti abituali, le piccole librerie e i negozietti di dischi e i ristorantini e i caffé. Io sto al massimo al Virgin Megastore, da Borders e da Starbucks e da Pizza Express, dove tutti si sbattono i coglioni e nessuno sa chi sei. Mia mamma e mio papà stanno sempre a menarla che son posti senz’anima e io, cioè, capito. È questo il punto.

Non buttiamoci giù – Nick Hornby

Leggo Hornby dopo tanto tempo e ci ritrovo un pensiero che mi calza a pennello, che sembra volere riassumere certe mie riflessioni degli ultimi giorni:

Problema della mia generazione è che ci sentiamo tutti dei geni del cazzo. Far qualcosa per noi non è abbastanza, e neanche vendere qualcosa, o insegnare qualcosa o solamente combinare qualcosa: no, noi dobbiamo essere qualcosa. È un nostro inalienabile diritto, in quanto cittadini del ventunesimo secolo. Se Christina Aguilera o Britney Spears o qualche altro coglione di Idolo Americano possono essere qualcosa, perché io no? Dov’è quel che mi spetta?