Film o telefilm?

Ultimamente io e Mr.Supy ci siamo dati talmente tanto ai telefilm che quando si tratta di vedere un film nicchiamo sempre un po’. Quasi lo sentiamo come un obbligo, e ciò non è dovuto solo alla nostra (s)mania di serial ma soprattutto alla scarsa qualità dei film. Insomma è da tempo che dico che i migliori sceneggiatori americani sono emigrati tutti in tv e nel cinema si riciclano sempre le stesse due idee (e quando gli sceneggiatori televisivi scrivono per il cinema tirano fuori cose come Mission Impossible 3, speriamo che Abrams partorisca qualcosa di meglio per Star Trek!). Solo un esempio: dove lo troviamo al cinema un corrispettivo di una serie geniale come Carnivale? Forse solo in Lynch, che mi è sembrato il modello, neanche troppo implicito, di questo bellissimo telefilm. Ma tolto Lynch e qualche altro Autore, boh a me sembra che regni il vuoto assoluto. Vedo filmetti carini, ma all’aggettivo carino potete sostituire benissimo inutile o superfluo o perdibile, il senso è quello. Solo ieri ho visto un abominevole Chiedi alla povere che a Fante avrebbe fatto venire come minimo l’orticaria (la seconda parte con la storia d’amore zuccherosa è proprio da vomito se vogliamo dirla tutta!). Il tanto acclamato Me and you and everyone we know a parte qualche situazione divertente/gradevole mi ha lasciato ben poco, solito film indipendente che deve fare il figo/alternativo a tutti i costi, bah. Meglio (più sincero) un prodotto mainstream come Il diavolo veste Prada, meno sciocchino e più divertente di quel che m’aspettassi!
Insomma delle mie ultime visioni quelle che mi hanno soddisfatto pienamente sono state: Flags of our Fathers (e infatti Clint è ormai una garanzia!); The New World (e anche qui c’è dietro un regista vero come Malick) e Il cane giallo della Mongolia (della stessa regista de La storia del cammello che piange, altrettanto bello!), uno di quei film che fanno bene al cuore e che commuovono senza avere bisogno di patetici ricatti emotivi, da recuperare! (non credo l’abbiano visto in tanti…).
E stasera mi guardo Time di Kim Ki-Duk e Il castello di Cagliostro, l’unico che mi manca di Miyazaki, entrambi sono registi che amo molto, e infatti anche per il cinema negli ultimi anni i miei gusti hanno virato sempre più a est…

Al cinema devo recuperare: The Departed, Marie Antoinette e Il labirinto del fauno.
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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Cody Allen
    Nov 27, 2006 @ 12:07:12

    Su ))><(( la penso esattamente come te. L\’icona rappresenta essenzialmente il rapporto regista-pubblico. Anzi no. E\’ piu\’ una cosa unilaterale. Fare un film che parli del nulla ricaldando il nulla è utile quanto un muto che parla dell\’autismo.

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